Visualizzazione post con etichetta militari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta militari. Mostra tutti i post

19 marzo 2007

ROTTAMAZIONE MARESCIALLI - ITALIA OGGI – GENERALE CAMPORINI


“Immaginate un maresciallo di 57 anni che corre per le strade di Kabul.”. Questo avrebbe detto il Generale Camporini (fonte Italia Oggi del 9 marzo).
Anch’io non posso che sorridere immaginando il Generale Camporini che corre per le strade di Kabul (dove sicuramente non andrà a correre ma solo in visita di rappresentanza).

Ma, a parte gli aspetti comici, ritengo che non sia né un problema di grado né di età. Esistono, anche prima dei 57 anni necessari per lo “scivolo”, grassi burocrati che sono scarsamente idonei fisicamente al lavoro militare e magri burocrati altrettanto inidonei perché non hanno saputo aggiornarsi (uso delle tecnologie ecc.). E questo sia nell’ambito della categoria sottufficiali che in quella ufficiali e, nello specifico, ufficiali generali.
Solo che, chissà perché, è più ridicolo il sottufficiale che costa alla forza armata 1/3 o ¼ dell’ufficiale generale.

Mi sembra che da tanti anni i gradi più alti stiano esagerando nel bacchettare i loro sottoposti, siano essi vfp, sottufficiali o ufficiali fino al grado di colonnello e forse generale di brigata. I toni ultimi assomigliano preoccupantemente ad un mobbing velato del tipo “siete inutili, avete una pensione discreta, che ci state a fare? Noi invece rimaniamo”. Forse ci sono anche aspetti pesantemente corporativi tra alti gradi e resto delle gerarchie militari (se la coperta è corta almeno io tengo i piedi al caldo).

Sarebbe tempo invece che anche i vertici militari di tutte quattro le forze armate venissero ridimensionati numericamente e venissero riviste seriamente le tabelle organiche. Dovrebbe risultare abbastanza chiaro che il livello di molti comandi è ampiamente sopravvalutato per consentire agli alti gradi di occupare sedie di una qualche importanza con tutto quello che ne segue e cioè relazioni, indennità, fringe benefits vari e quant’altro.
Ma questo, chissà perché, non si può e non si vuole fare e si pensa quasi unicamente alla sovrabbondanza dei marescialli e dei colonnelli-ten.colonnelli.

Basta osservare quanto è accaduto per l’Arma dei Carabinieri e chi ha i numeri in mano lo può fare in un attimo (se sa usare excel, scusate la sfiducia): vedere i livelli degli incarichi di comando prima dell’istituzione della forza armata e dopo, vedere le percentuali – annuari alla mano - dei promossi ai gradi critici ai fini economici - colonnello, gen,divisione e corpo d’armata, capo di stato maggiore … - e poi innestarci qualche riflessione.

Nel corpo dello stesso articolo si parla di rottamazione del personale. Mi sembra un dispregiativo estremamente di cattivo gusto. Alcuni di quei rottamandi 57enni sono fisicamente ancora degli atleti e dei comandanti perfettamente in grado di guidare un gruppo di squadra o plotone, altri sono validissimi supporti nell’ambito dell’organizzazione e della logistica.
Purtroppo nelle forze armate italiane di oggi sembra che organizzazione, supporto e controllo siano sempre meno importanti e rappresentino solo un costo superfluo.
Tra l’altro tanti di questi rottami, nelle missioni estere fanno il loro dovere e corrono i loro bravi rischi nella generale indifferenza. Finchè non ci scappa il morto. Al fattaccio, che per fortuna non accade così spesso, segue un accorato momento patriottico per ritornare subito alla routine fatta di contratti striminziti, di stipendi e pensioni in caduta dal punto di vista del potere d’acquisto e a sempre minori mezzi finanziari per le forze armate.

Ho anche un cruccio: non ho mai sentito parlare della rottamazione dei politici d’annata (sono lì magari a vita), dei magistrati (in cassazione), dei generali (diamogli improbabili incarichi in aziende legate al mercato delle armi), ecc.. E che annate ci sono in giro! (i vini spesso peggiorano invecchiando ma le eccellenze certamente no).
Perché invece, se si tratta di popolo, se ne parla con tanta faciloneria e cinismo? Proprio perchè e popolo?