
Povera Cristina, sei capitata a Chieti. Non te lo meritavi proprio e Chieti assolutamente altrettanto. Nella bella area raccolta e trascurata della Civitella hai fatto un bel concerto. Con impegno, buona band, allestimento scenico, luci, tecnici, cane mascotte, …mancava solo il pubblico.
Scherzando avevi esordito con un tempestivo “ah, una serata tra amici…sembra di essere nel giardino di casa…”, che sembrava preludio a un tuo limitato impegno. Così non è stato, hai cantato bene, con passione e a lungo per quei 150 (?) convitati alla serata con barbecue che, almeno loro, avevano voglia di sentirti. Mi chiedo cosa avessero tutti da fare di meglio in tutta l’area metropolitana, tutti a Pescara e Francavilla a farsi vedere nei locali di moda? Il pubblico di qualità dove si nasconde? La mia generazione, se è mai esistita, dove era nascosta? Sono ancora tutti a curare la nostalgia per gli inti illimani, i de andrè, i caetano e battisti?
Mi ricordo il giorno in cui andai a vedere all’enal il concerto di Woodstock, era il ’69 o ’70. un secolo fa. Anche allora la generazione era impegnata a fare altro, alcuni a diffondere l’Unità, e Woodstock era trasgressione, altri già a pensare come fare soldi con le entrature del papà facoltoso o con la laurea di promozione sociale in medicina.
In sala eravamo solo tre. Come facevano i miei sogni a non scivolare a terra e perdersi nello scarico?
